Auto storiche: targa, bollo, assicurazione e agevolazioni
Guida pratica alle regole italiane per auto e moto storiche: status ASI e registri, esenzione o sconto sul bollo dopo 20 e 30 anni, polizze dedicate, revisione e recupero della targa originale.

Perché lo status di storica cambia tutto
Comprare o tenere un'auto o una moto d'epoca in Italia non è solo questione di passione: lo status giuridico del veicolo determina quanto paghi di bollo, come lo assicuri, con che frequenza fai la revisione e persino che targa puoi montare. Capire le regole prima di firmare un passaggio di proprietà ti evita brutte sorprese e, spesso, ti fa risparmiare centinaia di euro l'anno. Ecco come funziona davvero, dai registri storici alle agevolazioni fiscali.
Auto d'epoca o veicolo storico? Due status diversi
Nel linguaggio comune si dice auto d'epoca per qualsiasi vettura vecchia, ma la legge distingue due categorie molto diverse. Il veicolo di interesse storico e collezionistico è ancora iscritto al PRA, può circolare regolarmente e monta una targa valida. L'auto d'epoca in senso stretto è invece un mezzo radiato dal PRA, di solito da museo o da collezione, che non può circolare liberamente su strada e viaggia solo con autorizzazioni temporanee.
La differenza è sostanziale. Le agevolazioni su bollo e assicurazione riguardano soprattutto i veicoli storici circolanti, mentre le auto d'epoca radiate seguono regole più rigide. Quando valuti un annuncio, chiedi sempre se il mezzo è iscritto al PRA e se sul libretto compare la dicitura di veicolo di interesse storico: è il primo elemento che cambia tutti i conti.
ASI, FMI e registri storici: il certificato che conta
Il passaporto della storicità è il Certificato di Rilevanza Storica e collezionistica (CRS), previsto dal decreto ministeriale del 17 dicembre 2009. Lo rilasciano enti riconosciuti: l'ASI (Automotoclub Storico Italiano) per le auto, la FMI (Federazione Motociclistica Italiana) per le moto, più i registri di marca come Storico Lancia, Italiano FIAT e Italiano Alfa Romeo.
Per ottenerlo il veicolo deve avere almeno vent'anni di età (conta la data di costruzione, non solo l'immatricolazione) ed essere conservato in condizioni adeguate, con parti originali o coerenti con il modello. L'iter parte dall'iscrizione a un club affiliato: la tessera costa in genere qualche decina di euro, a cui si aggiunge il costo della pratica e della visita tecnica. Il CRS, una volta annotato sulla carta di circolazione, è la chiave che sblocca lo sconto sul bollo tra i 20 e i 30 anni e serve anche per la targa originale e per alcune polizze dedicate.
Bollo: esenzione oltre i 30 anni, sconti tra 20 e 30
Qui si vede il vantaggio economico più concreto. I veicoli ultratrentennali (oltre 30 anni dalla costruzione) non adibiti a uso professionale sono esenti dal bollo per legge, senza bisogno di iscrizione ad alcun registro. Se però il mezzo circola, si paga una tassa di circolazione forfettaria annua: in genere circa 28,40 euro per le auto e 11,36 euro per le moto, con piccole variazioni regionali (grosso modo tra 25 e 31 euro). Se il veicolo resta fermo, non è dovuta.
Per i veicoli tra i 20 e i 29 anni il regime è cambiato: dal 1° gennaio 2019 spetta una riduzione del 50% del bollo, ma solo se il mezzo possiede il CRS ed è annotato sulla carta di circolazione. Attenzione: il bollo è una tassa regionale, quindi importo e condizioni cambiano da regione a regione. Alcune sono più generose: Veneto e provincia di Bolzano applicano uno sconto del 75%, Trento arriva all'esenzione totale. Prima di contare sullo sconto, verifica le regole della tua Regione sul sito dell'ACI o dell'ente regionale.
Assicurazione dedicata: meno costi, qualche vincolo
Le polizze per veicoli storici costano molto meno di una RC tradizionale, perché questi mezzi percorrono pochi chilometri e vengono guidati con cura. In cambio ci sono alcuni requisiti. Di norma il contraente deve avere almeno 23 anni (alcune compagnie chiedono 25) e il veicolo deve avere più di vent'anni. Diverse compagnie richiedono l'iscrizione all'ASI, alla FMI o a un registro analogo, anche se oggi non tutte la pretendono.
Chi possiede più mezzi può sfruttare la cosiddetta formula garage, che assicura l'intero parco a condizioni molto vantaggiose. Spesso la polizza storica prevede una guida esperta, un limite di chilometraggio o l'obbligo di un secondo veicolo per l'uso quotidiano. Leggi bene le condizioni: la convenienza è reale, ma è pensata per chi usa il mezzo per hobby, raduni e uscite domenicali, non come auto di tutti i giorni.
Revisione: obbligatoria anche per le storiche
Essere storica non significa saltare la revisione. Per i veicoli ultratrentennali iscritti a un registro e con la dicitura di veicolo storico sul libretto, la revisione è biennale, ogni due anni, e si può fare in officina autorizzata o alla Motorizzazione. Per i mezzi più antichi, in particolare quelli antecedenti al 1960 che per caratteristiche non possono salire sui rulli del banco prova, sono previste procedure specifiche presso la Motorizzazione, secondo il decreto dedicato.
Discorso diverso per le auto d'epoca radiate dal PRA: il controllo periodico resta obbligatorio ma con cadenza quinquennale, ogni cinque anni, ed è effettuato solo dalla Motorizzazione Civile o dagli enti da essa preposti. In ogni caso, non esiste alcuna auto storica esente dai controlli di sicurezza: la revisione va sempre tenuta in regola.
Targa originale o reimmatricolazione
Il capitolo targa è quello che appassiona di più i collezionisti. Grazie alla normativa introdotta con il DL 178/2020 (articolo 696) e ai decreti successivi, chi possiede un veicolo storico può richiedere il recupero della targa originale, comprese le storiche targhe nere, invece di montarne una moderna. Serve però che numero di telaio e targa risultino ancora negli archivi: l'ANV della Motorizzazione o quello del PRA, verificabili con una visura.
Se il mezzo è stato radiato o è privo di documenti, si può procedere alla reimmatricolazione: iscrizione a un registro riconosciuto, CRS, visita e prova alla Motorizzazione e assegnazione di una nuova targa, oppure recupero di quella originale se ancora disponibile e il telaio è integro e leggibile. Conservare la targa d'origine non è solo estetica: aumenta l'autenticità e, sul mercato, il valore del veicolo.
In pratica: la checklist prima di comprare
Prima di chiudere un affare, controlla cinque cose. Uno: l'età reale del veicolo dalla data di costruzione, per capire se rientra nella fascia 20-30 o oltre i 30 anni. Due: se ha già il CRS e a quale registro è iscritto. Tre: le regole di bollo della tua Regione, perché lo sconto cambia parecchio. Quattro: i requisiti della polizza storica (età, tessera, chilometri). Cinque: lo stato di targa e documenti, incluse le eventuali targhe originali recuperabili.
Un veicolo storico ben tenuto e in regola costa poco da mantenere e regala un piacere che le auto moderne non danno. Se stai cercando la tua prossima classica, su VendiVoce puoi confrontare annunci di auto e moto d'epoca e partire con le domande giuste in tasca. La passione resta la molla, ma sono i documenti a fare la differenza tra un buon acquisto e un rimpianto.
Fonti
- Guida al bollo auto e veicoli storici — ACI - Automobile Club d'Italia
- Automotoclub Storico Italiano - Certificato di Rilevanza Storica — ASI
- Revisione dei veicoli storici: regole e scadenze — Ruoteclassiche - Quattroruote
- Targhe auto storiche: come richiedere le originali — Motor1 Italia
- Il bollo per le auto d'epoca e le auto storiche: cosa sapere — alVolante
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