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Vendere & comprareA cura della Redazione VendiVoce

Targhe polacche a Napoli: Varsavia scopre il trucco. Cosa rischia chi vende o compra un'auto cosi

La Polonia si e accorta che decine di migliaia di targhe polacche circolano a Napoli per pagare meno assicurazione. Ecco come funziona il trucco, cosa rischia chi guida (o vende) un'auto cosi e come tutelarsi se stai comprando un usato.

Strada di Napoli al tramonto con auto e scooter usati parcheggiati, atmosfera cinematografica senza targhe o loghi visibili

La Polonia si accorge del trucco napoletano

Per anni e stato un segreto di Pulcinella: a Napoli circolano decine di migliaia di auto e scooter con targa polacca, intestati a societa di leasing di Varsavia ma guidati ogni giorno da residenti campani. Ora, secondo quanto ricostruito dal Post e ripreso da diverse testate italiane a fine luglio 2026, anche la stampa e le autorita polacche si sono accorte del fenomeno, ribattezzato in Polonia przekret neapolitanski, letteralmente la truffa napoletana. La notizia arriva mentre in Italia la stretta normativa sulle targhe estere e gia in vigore da mesi, il che rende il tema particolarmente delicato per chi oggi possiede, vende o vuole comprare un veicolo con questo tipo di immatricolazione.

Come funziona il trucco della targa polacca

Il meccanismo, descritto da piu fonti tra cui Automoto.it e alVolante, e relativamente semplice. Il proprietario cancella l'auto dal PRA italiano e la fa reintestare, tramite un intermediario, a una societa polacca. Formalmente il veicolo non appartiene piu al guidatore ma gli viene concesso in comodato o leasing di lungo periodo. Il risultato pratico e che l'auto continua a circolare tutti i giorni per le strade di Napoli, ma paga l'RC auto secondo le tariffe polacche, molto piu basse di quelle campane.

La convenienza economica e il vero motore del fenomeno. Una polizza RC auto di base a Napoli, area storicamente considerata ad alto rischio dalle compagnie assicurative, costa in media quasi 600 euro l'anno e puo superare i 2.000 euro con le garanzie accessorie come furto e incendio. Per gli scooter la situazione e persino piu estrema, con premi che in alcuni casi sfiorano o superano i 1.500 euro annui. Con la targa polacca, invece, il costo scende drasticamente: tra i 350 e gli 800 euro per le auto, intorno ai 300-400 euro per i motorini, con un risparmio che secondo alcune ricostruzioni giornalistiche puo arrivare fino al 70-80 per cento.

I numeri di un fenomeno che non e piu marginale

Le cifre raccolte dall'ACI e citate dal Post danno la misura del fenomeno: in Italia circolano 68.228 veicoli con targa polacca, di cui 37.830 auto e 29.120 moto e scooter, quasi tutti concentrati nell'area metropolitana di Napoli. Solo nel 2025, nella provincia partenopea sono state registrate 14.066 nuove iscrizioni nel REVE, il Registro dei Veicoli Esteri, quasi interamente riconducibili a targhe polacche. Altre stime giornalistiche parlano di 35.000 targhe estere solo a Napoli su un totale nazionale di circa 50.000. Numeri che spiegano perche l'assunto di Varsavia, e con essa le compagnie assicurative polacche, si sia finalmente accesa: il rischio che il sistema polacco stia di fatto sussidiando la sinistrosita napoletana, con un impatto diretto sui premi pagati dagli automobilisti polacchi.

Cosa rischia chi guida, vende o compra un'auto con targa estera

Il punto centrale per chi si muove nel mercato dell'usato e che questa non e una zona grigia priva di conseguenze legali. Il nuovo Codice della Strada, in vigore dal 1 gennaio 2026, ha inasprito le regole gia introdotte con la legge 238 del 2021 sul Registro dei Veicoli Esteri. Chi risiede in Italia da piu di tre mesi e utilizza un veicolo intestato a un soggetto estero per piu di 30 giorni l'anno e obbligato a iscriversi al REVE e a portare a bordo i documenti che attestano il titolo (comodato, leasing, noleggio) e la durata dell'affidamento del mezzo. In assenza di questi requisiti, la sanzione prevista va da 400 a 1.600 euro, con in piu il fermo amministrativo del veicolo.

C'e poi un rischio meno discusso ma potenzialmente molto piu grave: in caso di incidente, la validita e l'operativita della copertura assicurativa polacca su un veicolo di fatto utilizzato stabilmente in Italia possono essere messe in discussione, con conseguenze pesanti per chi cerca un risarcimento e per lo stesso conducente. Ora che anche Varsavia ha alzato la guardia, con controlli piu stringenti sulle intestazioni e, secondo alcune fonti, un progressivo spostamento del fenomeno verso targhe ceche (CZ) e bulgare (BG), il margine di tolleranza rischia di restringersi ulteriormente da entrambi i lati del confine.

L'effetto sul mercato dell'usato: cosa cambia per chi compra o vende

Per chi vende un'auto o uno scooter che in passato e stato esportato fittiziamente in Polonia, il primo problema e pratico: prima di cedere il mezzo a un nuovo proprietario italiano, va completata la reimmatricolazione in Italia, con relativi costi e tempi burocratici che vanno messi in conto nel prezzo e nella tempistica dell'annuncio. Un'auto ancora formalmente intestata a una societa polacca complica il passaggio di proprieta, spaventa gli acquirenti piu attenti e puo far scattare domande scomode in fase di trattativa.

Per chi compra, il consiglio e altrettanto diretto: prima di firmare qualsiasi accordo, verificare sempre la carta di circolazione e la storia del veicolo tramite una visura PRA aggiornata, controllando se il mezzo risulti mai stato immatricolato all'estero o iscritto al REVE. Un'auto con un passato da targa polacca non e automaticamente un problema, ma richiede una verifica in piu rispetto a un usato con storia italiana lineare: bisogna assicurarsi che oggi risulti correttamente reimmatricolata, assicurata secondo le regole italiane e libera da pendenze amministrative. In un mercato dell'usato sempre piu attento alla trasparenza documentale, la vicenda delle targhe polacche a Napoli e un promemoria utile per chiunque, a Napoli come nel resto d'Italia, stia per vendere o comprare un veicolo con una storia di immatricolazione fuori dai confini nazionali.

Fonti

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