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Incentivi & normativeA cura della Redazione VendiVoce

Bollo auto: come funziona, chi è esente e come si paga

Il bollo auto è una tassa regionale di possesso: si calcola su kW e classe Euro, prevede il superbollo per le auto potenti ed esenzioni per elettriche, auto storiche e disabili. Ecco come funziona, chi non paga, come si versa e cosa si rischia in caso di ritardo.

Una berlina usata parcheggiata in una tranquilla via residenziale italiana alla luce dorata del tramonto, con facciate e persiane sfocate sullo sfondo.

Che cos'è il bollo auto

Il bollo auto è una tassa regionale di proprietà: si paga per il semplice fatto di possedere un veicolo iscritto al Pubblico Registro Automobilistico (PRA), a prescindere dal fatto che circoli o resti fermo in garage. A doverlo versare è chi risulta intestatario del mezzo all'ultimo giorno utile per il pagamento. Essendo un tributo regionale, gestione, tariffe e agevolazioni possono cambiare da una regione all'altra, anche se lo schema di calcolo di base è comune a quasi tutto il territorio nazionale. Capire come funziona aiuta a evitare sanzioni e a valutare meglio i costi di gestione prima di comprare un'auto usata.

Come si calcola il bollo

Il calcolo si basa su due parametri: la potenza del motore espressa in kilowatt (kW) e la classe ambientale (Euro) indicata sulla carta di circolazione. Per le vetture più recenti (Euro 4, Euro 5 ed Euro 6) la tariffa di riferimento è di circa 2,58 euro per ogni kW fino a 100 kW e 3,87 euro per ciascun kW eccedente i 100 kW. Le auto più inquinanti pagano di più: una Euro 0 arriva intorno a 3,00 euro per kW, mentre Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 hanno tariffe intermedie. Un esempio pratico: una berlina Euro 6 da 85 kW paga circa 85 × 2,58, cioè poco più di 219 euro l'anno, salvo maggiorazioni regionali. Le regioni possono infatti applicare piccole variazioni percentuali alle tariffe base, quindi l'importo finale cambia leggermente a seconda di dove si risiede.

Il superbollo sulle auto potenti

Oltre al bollo ordinario, le vetture di grossa potenza scontano l'addizionale erariale, il cosiddetto superbollo: 20 euro per ogni kW di potenza superiore a 185 kW. Una supercar da 250 kW paga quindi il bollo ordinario più (250 − 185) × 20, cioè 1.300 euro di sola addizionale. La buona notizia è che il superbollo si riduce con l'età del veicolo: cala del 40% dopo cinque anni dalla costruzione, del 70% dopo dieci, dell'85% dopo quindici e si azzera del tutto una volta superati i vent'anni. È un dettaglio che vale la pena considerare quando si guarda un'auto sportiva usata di una certa età.

Chi è esente o paga meno

Diverse categorie godono di esenzioni o sconti:

  • Auto elettriche: i veicoli a batteria sono esenti dal bollo per cinque anni dalla prima immatricolazione su tutto il territorio nazionale. Trascorso questo periodo, in molte regioni pagano circa un quarto della tariffa prevista per un'auto a benzina equivalente; alcune regioni, come la Lombardia, prevedono l'esenzione permanente.
  • Persone con disabilità: chi rientra nei requisiti della Legge 104 (non vedenti, sordi, disabili con handicap psichico o mentale, invalidi con ridotte capacità motorie) ha diritto all'esenzione per un solo veicolo, con limiti di cilindrata (fino a 2.000 cc a benzina, 2.800 cc a diesel, 150 kW se elettrico). La pratica si gestisce tramite l'Agenzia delle Entrate.
  • Auto storiche: i veicoli con più di trent'anni dalla costruzione, non destinati a uso professionale, sono esenti dal bollo e pagano solo una tassa di circolazione forfettaria quando circolano. Le auto tra i venti e i ventinove anni possono avere una riduzione del 50% se in possesso del certificato di rilevanza storica, nelle regioni che hanno recepito l'agevolazione.
  • GPL e metano: molte regioni riconoscono riduzioni consistenti per i veicoli a doppia alimentazione.

Come e dove si paga

Il bollo copre un periodo di dodici mesi e può essere pagato attraverso numerosi canali. I più diffusi sono le delegazioni ACI e gli Uffici del PRA, le tabaccherie e le ricevitorie abilitate (Lottomatica, Sisal), gli uffici postali, gli sportelli bancari e l'home banking tramite il circuito pagoPA. Si può pagare anche online dal sito dell'ACI inserendo la targa, oppure tramite l'app IO. Per conoscere l'importo esatto basta il numero di targa: il servizio di calcolo dell'ACI restituisce la cifra aggiornata. Attenzione: alcune regioni, come la Lombardia, gestiscono il tributo con portali propri, quindi conviene sempre verificare il canale indicato dalla propria regione.

Scadenze e prima immatricolazione

La scadenza dipende dal mese di prima immatricolazione, non da una data fissa uguale per tutti. In generale il pagamento va effettuato entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello in cui scade la validità del bollo precedente. Per un'auto nuova, il primo bollo va versato entro la fine del mese di immatricolazione. Chi compra un'usata deve verificare la scadenza del bollo in corso: con il passaggio di proprietà l'obbligo passa al nuovo intestatario a partire dalla scadenza successiva. Un controllo rapido della targa sul sito dell'ACI evita brutte sorprese.

Le sanzioni per il pagamento in ritardo

Chi paga in ritardo può regolarizzare la propria posizione con il ravvedimento operoso, versando una sanzione ridotta che cresce con il passare del tempo:

  • 0,1% per ogni giorno di ritardo entro i primi 14 giorni;
  • 1,5% dal quindicesimo al trentesimo giorno;
  • 1,67% entro 90 giorni;
  • 3,75% entro un anno;
  • una percentuale leggermente più alta oltre l'anno.

A queste sanzioni si aggiungono gli interessi legali, calcolati giorno per giorno. Se non ci si mette in regola, la regione invia un avviso di accertamento con una sanzione del 30% più interessi. Il rischio maggiore riguarda l'omesso pagamento prolungato: dopo tre anni consecutivi di mancato versamento il veicolo può essere cancellato d'ufficio dal PRA, con divieto di circolazione.

In sintesi

Il bollo auto è una tassa di possesso, non di utilizzo: si paga anche se l'auto resta ferma. L'importo dipende dai kW e dalla classe Euro, con il superbollo per le vetture oltre i 185 kW. Elettriche, auto storiche e conducenti con disabilità possono beneficiare di esenzioni. Si versa per dodici mesi tramite ACI, tabaccai, poste, banche e pagoPA, e la scadenza segue il mese di immatricolazione. In caso di ritardo, il ravvedimento operoso permette di limitare le sanzioni, ma trascurare il pagamento per anni può portare alla radiazione del veicolo. Prima di acquistare un'usata — anche tra gli annunci di VendiVoce — conviene sempre controllare la targa e mettere in conto il costo annuo del bollo.

Fonti

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