Passaggio di proprietà tra familiari: costi 2026
Quanto costa passare un'auto a un familiare: IPT, emolumenti ACI, bolli, differenza tra vendita e donazione, termine dei 60 giorni e caso dell'eredità con più eredi.

Passare un'auto o una moto a un genitore, a un figlio o al coniuge sembra una formalità tra persone di fiducia. Per il PRA, invece, è un passaggio di proprietà come tutti gli altri: stesse pratiche, stessi tributi, stessa scadenza. In questa guida vediamo quanto costa davvero il passaggio di proprietà tra familiari, quando conviene la donazione e cosa cambia in caso di successione.
La parentela non fa sconti
Il primo punto da chiarire: il grado di parentela non riduce i costi. Il PRA tratta un passaggio tra padre e figlio come quello tra due sconosciuti, e l'Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT) dipende dalla potenza del veicolo e dalla provincia di residenza di chi lo riceve, non da chi lo cede [1][2]. Indicare un prezzo simbolico, o scrivere che l'auto è regalata, non abbassa l'IPT, che si calcola sui kW.
Le voci di costo, una per una
Il totale si compone di una parte variabile (l'IPT) e di una parte fissa. Secondo le fonti consultate [2][3], la parte fissa include:
- emolumenti ACI/PRA: 27,00 €;
- imposta di bollo sull'istanza unificata: 32,00 €;
- imposta di bollo per il nuovo Documento Unico: 16,00 €;
- diritti del Dipartimento per i Trasporti: 10,20 €;
- autentica digitale della firma presso lo Sportello Telematico dell'Automobilista (STA): 16,00 €.
Sono 101,20 € fissi, ai quali si aggiunge l'IPT. Se ti rivolgi a un'agenzia di pratiche auto o a un notaio, va aggiunto il loro compenso, che varia da caso a caso.
Come si calcola l'IPT
Per le auto la tariffa base è di 150,81 € fino a 53 kW, più 3,51 € per ogni kW oltre i 53. Ogni Provincia può applicare una maggiorazione fino al 30% [2]; molte arrivano al massimo. Per questo la cifra esatta va sempre verificata sul sito ACI o con un preventivo, indicando la provincia di residenza di chi riceve il veicolo.
Due esempi pratici, calcolati con la formula appena vista:
- Utilitaria da 40 kW (sotto la soglia): IPT 150,81 € più 101,20 € di costi fissi, circa 252 € senza maggiorazione.
- Auto da 66 kW: 150,81 € + (13 kW × 3,51 € = 45,63 €) = 196,44 €. Con la maggiorazione del 30% si arriva a circa 255 € di IPT e a circa 357 € in totale; senza maggiorazione il totale è di circa 298 € [2].
Il costo, quindi, sale con i kW: una berlina potente può costare diverse centinaia di euro in più di una city car.
Vendita o donazione: cosa conviene
Hai due strade principali.
Vendita con firma autenticata. È l'opzione più rapida ed economica. L'atto è firmato dal cedente e la firma si autentica allo STA, in Comune o dal notaio. Anche se tra familiari non passa denaro, si usa spesso questa formula perché la procedura è identica [2][3].
Donazione. È un atto a titolo gratuito. Per un veicolo si può comunque ricorrere a una scrittura privata autenticata, con procedura e costi pari a quelli della vendita [3]. Se invece la donazione è formalizzata dal notaio costa di più, ma può essere utile per evitare contestazioni future tra eredi. Alcune fonti segnalano che in certe province la donazione può dare diritto a una riduzione dell'IPT: dipende dalle delibere provinciali, quindi chiedilo prima.
Passo dopo passo
- Raccogli i documenti: carta d'identità e codice fiscale di entrambi, Documento Unico (o carta di circolazione e certificato di proprietà).
- Chiedi una visura PRA per escludere fermi amministrativi, ipoteche o altre formalità.
- Redigi l'atto di vendita o donazione.
- Autentica la firma del cedente (STA, Comune o notaio).
- Presenta l'istanza di trascrizione al PRA e paga IPT, emolumenti, bolli e diritti.
- Ritira il Documento Unico aggiornato [2].
Il passaggio non si chiude interamente online, perché l'autentica richiede la presenza fisica.
Il termine dei 60 giorni
La registrazione al PRA va chiesta entro 60 giorni dall'autentica della firma, anche quando non c'è scambio di denaro [2][3]. Chi non rispetta il termine rischia una sanzione amministrativa e il pagamento dell'IPT in ritardo con una maggiorazione; gli importi riportati dalle varie fonti non coincidono, quindi conviene non arrivare mai a questo punto. Se la firma viene autenticata direttamente allo STA, la richiesta di trascrizione parte nello stesso momento e il problema non si pone.
Dopo il passaggio, il bollo auto è a carico del nuovo intestatario dalla prima scadenza utile, e va aggiornata anche l'assicurazione: l'RC auto deve essere intestata o comunque coerente con il nuovo proprietario.
Se il proprietario è deceduto
La successione è un caso diverso: tecnicamente non è un trasferimento, ma l'aggiornamento dell'intestazione a favore degli eredi [3]. Serve l'atto di accettazione dell'eredità, come scrittura privata autenticata, oppure la copia autenticata del testamento. Per l'autentica si aggiungono 16 € di bollo. Tra i documenti ci sono il modello NP3B con i dati del defunto e il modulo TT2119 per aggiornare la carta di circolazione [1]. Anche qui vale il termine di 60 giorni.
Quando gli eredi sono più di uno, la pratica si fa in due tempi: prima l'auto viene intestata a tutti, poi, se uno solo la vuole tenere, si registra la cessione delle quote agli altri, con IPT, bolli e tariffe ACI applicati una seconda volta [1]. Nel frattempo l'auto intestata a una persona deceduta non dovrebbe circolare: avvia la pratica prima di rimetterla in strada.
Il consiglio pratico
Prima di fissare l'appuntamento allo STA, controlla tre cose: i kW dal libretto, la provincia di residenza di chi riceve l'auto e l'importo IPT aggiornato sul sito ACI. Con questi dati puoi stimare il totale al centesimo e sapere in anticipo se ti conviene una donazione notarile oppure una semplice vendita autenticata. Se l'auto va invece venduta fuori dalla famiglia, la procedura è la stessa: la differenza sta solo nell'atto.
Fonti
- Passaggio di proprietà auto defunto: iter, documenti e costi, NoiCompriamoAuto.
- Passaggio di proprietà auto tra parenti 2026, AutoAtto.
- Passaggio di proprietà tra padre e figlio: come funziona, SicurAuto.it.
Fonti
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