La Cina tassa le batterie e taglia gli incentivi: cosa significa per chi compra un'elettrica cinese in Italia
Dal 1 settembre la Cina applica la prima accisa sulla storia delle batterie al litio e continua a smontare gli incentivi alle elettriche. Il mercato interno rallenta, l'export verso l'Italia accelera: ad agosto i marchi cinesi hanno già raggiunto il 13,7% delle immatricolazioni.

La fine di un'esenzione durata undici anni
Dal 1 settembre 2026 la Cina applica per la prima volta un'accisa sui produttori di batterie al litio: il 2% subito, che salirà al 4% da settembre 2027 [1]. La misura chiude undici anni di esenzione totale e colpisce cinque categorie di celle — ioni di litio, litio primarie, nichel-metallo idruro, primarie prive di mercurio e a flusso di vanadio — mentre restano fuori, fino alla fine del 2028, le batterie a ioni di sodio, quelle allo stato solido e le celle a combustibile [1] [2]. È un segnale preciso: Pechino vuole favorire la prossima generazione di chimiche, non più qualsiasi cosa abbia una spina.
Un ritiro degli incentivi in tre tappe
La tassa sulle batterie è solo l'ultimo tassello di uno smantellamento pianificato che corre dal 2026 al 2028 [2]. Già a gennaio 2026 l'esenzione piena dalla tassa d'acquisto per elettriche e ibride plug-in era stata sostituita da uno sconto del 50%, con un tetto di 15.000 yuan (circa 1.900 euro) per veicolo [2]. Dal 1 gennaio 2027 sparirà anche lo sconto del 50% sulla tassa di possesso riservato ai veicoli a basso consumo, comprese le plug-in e i mezzi commerciali [2]. Nel frattempo il rimborso IVA all'export sulle batterie, già ridotto dal 9% al 6% da aprile 2026, si azzererà del tutto da gennaio 2027. Acquisto, possesso ed export si muovono nella stessa direzione: rendere la filiera elettrica cinese meno sussidiata di quanto sia stata per un decennio.
Le vendite rallentano in Cina, l'export accelera
L'effetto si vede già nei numeri: nel primo semestre 2026 le vendite di veicoli elettrificati in Cina sono scese del 13%, a 4,73 milioni di unità, complice proprio la fine graduale degli sgravi fiscali [3]. Per i produttori la risposta più immediata a un mercato interno che rallenta resta quella di sempre: vendere all'estero quello che si fatica a piazzare in casa. E l'Europa, Italia compresa, è la destinazione più a portata di mano — anche perché i dazi europei non impediscono affatto la crescita, come mostrano i numeri qui sotto.
Il caso Italia: dal margine al 13,7% del mercato in pochi mesi
I dati UNRAE di agosto 2026 fotografano bene il fenomeno: i marchi cinesi valgono ormai il 13,7% delle immatricolazioni italiane del mese, con una crescita del 92,1% nei primi otto mesi dell'anno e una quota complessiva che sfiora il 15% [4]. Ad agosto BYD ha immatricolato 2.579 auto, quasi dieci volte Tesla; tra le plug-in, sei dei dieci modelli più venduti sono cinesi, per il 38% del segmento [4]. Solo qualche mese prima, tra gennaio e aprile, BYD era cresciuta del 208% e Omoda&Jaecoo del 329% sull'anno precedente, con MG già undicesimo marchio per volumi nel mercato italiano [5]. È una crescita partita prima della stretta fiscale cinese, ma che quella stretta rischia solo di accelerare: ogni unità che Pechino disincentiva in casa è un'unità in più da vendere altrove.
Dazi o prezzo minimo: il nodo europeo
Da ottobre 2024 l'Unione Europea applica dazi compensativi dal 7,8% al 35,3% sulle elettriche importate dalla Cina, ma Bruxelles sta negoziando con Pechino un sistema di prezzi minimi concordati che sostituirebbe le tariffe con un impegno diretto degli esportatori [6]. Se l'intesa si concretizzasse, cambierebbe poco per chi acquista in Italia: un prezzo minimo negoziato tenderebbe comunque a restare competitivo, perché l'obiettivo cinese resta piazzare volumi, non massimizzare il margine sulla singola unità.
Cosa significa per chi compra oggi, nuovo o usato
Per chi guarda a un'elettrica cinese nuova, i prezzi di ingresso restano aggressivi: la BYD Dolphin Surf parte da circa 19.490 euro, la Leapmotor T03 da 18.900 euro, la MG3 da 16.990 euro [7]. Difficile aspettarsi rincari immediati: l'accisa sulle batterie pesa sul costo di produzione in Cina, ma i marchi hanno tutto l'interesse a non scaricarla sui listini europei proprio ora che stanno guadagnando quota. Sul mercato dell'usato il discorso è diverso: i modelli cinesi hanno ancora una storia troppo corta per giudicare la tenuta dei prezzi nel tempo. Chi compra usato dovrebbe preferire i modelli già più diffusi — quelli con più unità in circolazione e una rete di assistenza visibile sul territorio — e mettere in conto che la rivendita tra tre o cinque anni resta un terreno largamente inesplorato.
L'indizio decisivo arriva a ottobre
Il vero test arriva con i dati di settembre, attesi il 1 ottobre: diranno se il 13,7% di agosto è stato un picco post-estivo o il nuovo pavimento del mercato italiano [4]. Nel frattempo, la combinazione di meno incentivi in Cina e più export verso l'Europa sembra destinata a durare oltre un ciclo stagionale. Per chi valuta un'elettrica cinese, nuova o usata, conviene guardare ai fondamentali — rete di assistenza, disponibilità dei ricambi, cronologia del modello — più che aspettare un aumento di prezzo che, almeno per ora, non è all'orizzonte.
Fonti
- CnEVPost, China to impose consumption tax on lithium batteries, exempting sodium-ion and solid-state cells, 17 luglio 2026, https://cnevpost.com/2026/07/17/china-to-impose-consumption-tax-lithium-batteries/
- Electrive, China further reduces tax incentives for EVs, 4 settembre 2026, https://www.electrive.com/2026/09/04/china-further-reduces-tax-incentives-for-evs/
- Carscoops, China's Electrified Car Sales Sank 13%, And The World Is About To Feel It, 10 luglio 2026, https://www.carscoops.com/2026/07/china-ev-tax-break-cuts/
- Il Giornale Digitale, Auto cinesi in Italia: 13,7% del mercato ad agosto 2026, dati UNRAE, 1 settembre 2026, https://www.ilgiornaledigitale.it/immatricolazioni-agosto-2026-auto-cinesi-mercato-italia-89443.html
- Quotidiano Motori, Auto cinesi in Italia 2026: marchi, vendite e quota di mercato, 12 maggio 2026, https://www.quotidianomotori.com/automobili/auto-cinesi-italia-marchi-vendite-classifica-2026/
- Rest of World, Why the EU is ready to drop high tariffs on China-made EVs, 25 febbraio 2026, https://restofworld.org/2026/why-the-eu-is-ready-to-drop-high-tariffs-on-china-made-evs/
- Virgilio Motori, BYD Dolphin Surf, successo in Italia: i prezzi dell'elettrica che scala le classifiche, 29 marzo 2026, https://www.virgilio.it/motori/auto/auto-elettriche/fotonotizia/byd-dolphin-surf-2026-prezzi/322186/
Fonti
- China to impose consumption tax on lithium batteries, exempting sodium-ion and solid-state cells — CnEVPost
- China further reduces tax incentives for EVs — Electrive
- China's Electrified Car Sales Sank 13%, And The World Is About To Feel It — Carscoops
- Auto cinesi in Italia: 13,7% del mercato ad agosto 2026, dati UNRAE — Il Giornale Digitale
- Auto cinesi in Italia 2026: marchi, vendite e quota di mercato — Quotidiano Motori
- Why the EU is ready to drop high tariffs on China-made EVs — Rest of World
- BYD Dolphin Surf, successo in Italia: i prezzi dell'elettrica che scala le classifiche — Virgilio Motori
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