CATL e BYD controllano metà delle batterie EV mondiali: cosa cambia per chi compra o vende un'elettrica usata
Nel primo semestre 2026 CATL e BYD hanno raggiunto insieme il 54,3% del mercato mondiale delle batterie per auto elettriche. Ecco perché questa concentrazione industriale, unita al crollo dei costi di sostituzione, sta già cambiando i prezzi dell'usato elettrico in Italia.

Il duopolio cinese che pochi notano, ma che tutti pagano
Nella prima metà del 2026 il mercato mondiale delle celle di trazione ha raggiunto 608,5 GWh installati, in crescita del 20% su base annua (contro il +31,7% del 2025, quindi un ritmo che rallenta ma resta sostenuto). Dentro questo numero c'è un dettaglio che riguarda direttamente chi vende o compra un'auto elettrica in Italia: CATL da sola vale il 39,9% del mercato globale, con 242,7 GWh installati e una crescita del 25,3% anno su anno, superiore alla media del settore. BYD segue al secondo posto con l'87,7 GWh e una quota del 14,4%, in calo rispetto al 17,0% dell'anno precedente. Insieme, le due aziende cinesi controllano il 54,3% di tutte le batterie per veicoli elettrici e ibridi installate nel mondo. Allargando lo sguardo ai primi dieci fornitori, sette sono cinesi e pesano complessivamente per il 72,4% della produzione globale, un punto e mezzo in più rispetto a un anno fa.
Non è solo una curiosità industriale da addetti ai lavori. Chi compra oggi un'elettrica usata sta comprando, quasi sempre, un pacco batteria prodotto da una manciata di aziende cinesi, e questa concentrazione ha conseguenze dirette su tre fattori che contano per chi vende e per chi acquista: il costo dei ricambi, la disponibilità dei moduli di sostituzione e, di riflesso, il valore di rivendita del veicolo.
I costi di sostituzione stanno scendendo, non salendo
La paura numero uno di chi guarda un'elettrica usata resta la batteria: quanto costa cambiarla se si rompe o si degrada oltre soglia? Qui la buona notizia è che la stessa concentrazione produttiva che preoccupa dal punto di vista geopolitico sta comprimendo i prezzi. Un pacco LFP (litio-ferro-fosfato), la chimica ormai standard sulle utilitarie elettriche, costa oggi circa 71 euro per kWh, quasi il 40% in meno rispetto a un equivalente NMC, proprio grazie all'assenza di nichel e cobalto e agli investimenti industriali di CATL su questa tecnologia. Secondo le stime riprese da più analisi di settore, sostituire un pacco da 100 kWh nel 2026 costa mediamente attorno ai 7.600 euro, contro i 14.200 euro del 2023: quasi un dimezzamento in tre anni. Per i pacchi più piccoli, tipici delle city car elettriche più vendute in Italia (30-45 kWh), il conto scende proporzionalmente, e il costo totale di sostituzione oggi si colloca tipicamente tra i 2.000 e i 6.000 euro a seconda di capacità, chimica e canale di acquisto (concessionaria ufficiale, officina indipendente o modulo singolo anziché pacco intero).
Questo trend cambia il calcolo di chi vende: un'elettrica con batteria fuori garanzia non è più automaticamente un problema irrisolvibile, perché il costo di un eventuale intervento è oggi molto più prevedibile e più basso di quanto la percezione comune suggerisca ancora.
La svalutazione reale delle elettriche usate nel 2026
I numeri sul mercato dell'usato raccontano però una storia più complessa. Le elettriche perdono oggi circa il 48,5% del valore nei primi tre anni di vita, contro il 37,3% delle diesel e il 36% delle benzina: un divario ancora ampio, alimentato dalla guerra dei prezzi sul nuovo innescata dai produttori asiatici e dalla risposta di Tesla, che ha compresso anche i listini dell'usato a cascata. In Italia i passaggi di proprietà di auto elettriche restano una nicchia: circa 5.000 al mese, appena l'1% del totale delle compravendite di usato nel Paese. Sul mercato si trovano oggi Renault Zoe sotto i 10.000 euro, Kia e-Niro e Cupra Born nella fascia 20.000-22.000 euro, Dacia Spring ancora sotto i 10.000: prezzi che, secondo le previsioni di settore, potrebbero scendere di un ulteriore 10-15% entro fine 2026 proprio mentre il costo di produzione delle batterie continua a calare.
Per chi vende, questo significa muoversi con aspettative realistiche sul prezzo. Per chi compra, significa che il momento attuale può essere favorevole, a patto di sapere cosa controllare prima di firmare.
Cosa controllare davvero prima di comprare un'elettrica usata
Con un pacco batteria che pesa ancora la parte più costosa e più incerta della trattativa, tre verifiche fanno la differenza:
- Stato di salute (State of Health, SoH): un test diagnostico in officina autorizzata o specializzata costa indicativamente tra 50 e 150 euro e restituisce la capacità residua reale del pacco, molto più affidabile della sola autonomia dichiarata dal contachilometri o dal display di bordo.
- Garanzia residua e trasferibilità: la maggior parte dei costruttori copre la batteria per 8-10 anni o 160.000 km, a patto che non scenda sotto il 70% della capacità originale nello stesso periodo e che i tagliandi siano stati rispettati regolarmente presso la rete ufficiale. Va sempre verificato se questa garanzia si trasferisce al secondo proprietario o decade con il passaggio di proprietà: non è automatico e cambia da marchio a marchio.
- Garanzia legale residua: su un'elettrica con più di otto anni, o senza tagliandi in regola, l'unica tutela resta la garanzia legale di conformità di un anno prevista per legge sull'usato, che copre difetti preesistenti ma non il normale degrado della batteria nel tempo.
Il rischio di concentrazione che pochi considerano
C'è infine un fattore meno immediato ma che vale la pena tenere d'occhio: una filiera concentrata su due-tre fornitori cinesi significa anche minore diversificazione in caso di shock — dazi, tensioni commerciali, colli di bottiglia sulle materie prime come litio e cobalto, o semplicemente scelte industriali di CATL e BYD che privilegiano un mercato rispetto a un altro. CATL sta già investendo su una chimica alternativa, le batterie agli ioni di sodio, con produzione di massa annunciata per l'ultimo trimestre 2026: una mossa che punta proprio a ridurre la dipendenza dal litio e a comprimere ulteriormente i costi, ma che nel breve termine aggiunge un'altra variabile tecnologica per chi valuta quale chimica di batteria sta comprando su un usato.
Per chi vende un'elettrica in Italia oggi, il messaggio pratico è duplice: il costo di sostituzione della batteria è un argomento di vendita meno spaventoso di un tempo, e vale la pena documentarlo con un test SoH recente per rassicurare l'acquirente. Per chi compra, il momento resta favorevole sui prezzi, ma la due diligence sulla garanzia e sullo stato reale del pacco fa la differenza tra un affare e un rischio.
Fonti
- InsideEVs Italia, CATL domina il mercato globale delle batterie EV nel 2026, 7 agosto 2026
- CnEVPost, Global EV battery market share in H1 2026: CATL 39.9%, BYD 14.4%, 7 agosto 2026
- electrive.com, CATL Expands Its Lead in the Global Battery Market, 7 agosto 2026
- ClubAlfa, Batterie auto elettriche: entro il 2026 la sostituzione potrebbe costare la metà
- AutoScout24, Batteria auto elettrica: durata, costi e garanzie
- Vaielettrico, Svalutazione più rapida per le elettriche usate
- Mondouomo, Svalutazione Auto Elettriche 2026: perché l'usato ha perso valore
Fonti
- CATL domina il mercato globale delle batterie EV nel 2026 — InsideEVs Italia
- Global EV battery market share in H1 2026: CATL 39.9%, BYD 14.4% — CnEVPost
- CATL Expands Its Lead in the Global Battery Market — electrive.com
- Batterie auto elettriche, entro il 2026 la sostituzione potrebbe costare la metà — ClubAlfa
- Batteria auto elettrica: durata, costi e garanzie — AutoScout24
- Svalutazione più rapida per le elettriche usate — Vaielettrico
- Svalutazione Auto Elettriche 2026: perché l'usato ha perso valore — Mondouomo
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