Le batterie delle elettriche invecchiano meglio del previsto: cosa dicono davvero i nuovi dati
Tre studi pubblicati tra la fine del 2025 e il 2026 - dalla Svezia, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti - dicono la stessa cosa: le batterie delle auto elettriche degradano molto più lentamente del temuto. Ecco cosa significa per chi vende o compra un'usata in Italia.

Un'estate di buone notizie per chi guida un'elettrica usata
Negli ultimi mesi tre fonti indipendenti - una svedese, una britannica e una statunitense - hanno pubblicato dati che vanno tutti nella stessa direzione: le batterie delle auto elettriche invecchiano molto più lentamente di quanto il mercato dell'usato abbia temuto finora. Per chi in Italia sta valutando di comprare o vendere un'elettrica di seconda mano, non è una notizia da poco: la paura del degrado precoce resta uno dei motivi principali per cui tanti automobilisti scartano a priori un'EV usata, spesso senza aver mai controllato un dato reale di State of Health (SOH).
Lo studio svedese: 1.366 auto sotto la lente di Kvdbil
Il dato più solido arriva da Kvdbil, marketplace svedese dell'usato che ha analizzato 1.366 veicoli elettrificati - 723 full electric e 643 plug-in hybrid - misurando la capacità residua della batteria rispetto a quella originale dichiarata dal costruttore. Il risultato: otto vetture su dieci mantengono oltre il 90% della capacità di partenza al termine del periodo di garanzia standard, in genere 8 anni. Martin Reinholdsson, responsabile dei test Kvdbil, spiega che il degrado procede lentamente grazie ai progressi nei sistemi di gestione della batteria (BMS) e nel raffreddamento delle celle, i due fattori che più di ogni altro determinano quanto una batteria invecchi bene o male.
Il quadro europeo: dati dal Regno Unito e degrado medio annuo
I numeri svedesi non sono un caso isolato. Un'analisi condotta nel Regno Unito su oltre 8.000 test di batterie ha rilevato un SOH medio del 95,15% rispetto alla capacità originale, anche su vetture con età e chilometraggio elevati. Su scala più ampia, le rilevazioni di Geotab - basate su centinaia di migliaia di veicoli commerciali ed EV monitorati nel tempo - indicano un degrado medio di circa l'1,8% l'anno: significa che un'auto con 240 km di autonomia dichiarata ne perde, in media, meno di 5 all'anno. A questi ritmi, dopo 8-9 anni una batteria conserva ancora circa l'85% della capacità originale, un valore del tutto compatibile con l'uso quotidiano.
Il report Recurrent 2026: cosa succede fuori dall'Europa (e perché conta anche qui)
Il quadro trova conferma anche oltreoceano. Il 2026 EV Market and Trends Report di Recurrent, basato sull'analisi di oltre un miliardo di miglia percorse da EV reali, calcola che la batteria media conserva il 97% dell'autonomia dopo 3 anni e il 95% dopo 5. Ancora più significativo il dato sulle sostituzioni: se tra i modelli 2011-2016 circa un'auto su dodici ha richiesto un cambio batteria, tra i modelli dal 2022 in poi il tasso di sostituzione è crollato allo 0,3%. Il report segnala anche quanto conti la tecnologia di raffreddamento: le prime Nissan Leaf, raffreddate ad aria, invecchiavano più in fretta dei modelli successivi passati al raffreddamento a liquido, dalla Ariya alla Leaf di nuova generazione - un promemoria utile per chi guarda a un'elettrica di prima generazione sul mercato dell'usato italiano.
Quali marchi reggono meglio (e perché il raffreddamento conta più del badge)
Nella classifica dei modelli con il miglior stato di salute medio della batteria, secondo l'analisi Kvdbil i primi due posti vanno a Kia, con EV6 ed e-Niro, seguita a ruota da Tesla Model Y. Il denominatore comune non è il marchio in sé, ma l'architettura termica: le batterie con raffreddamento a liquido attivo, ricarica gestita in modo intelligente dal BMS e limiti software sulla carica massima tendono sistematicamente a invecchiare meglio, indipendentemente dal costruttore. È un criterio più utile del semplice badge quando si valuta un'usata: prima di guardare il marchio, vale la pena controllare se quel modello, in quell'anno di produzione, montava già un sistema di raffreddamento a liquido.
Come leggere lo State of Health prima di comprare un'usata
Il SOH resta il numero che conta più del chilometraggio. Si calcola confrontando l'autonomia stimata a batteria carica al 100% con l'autonomia originale dichiarata dal costruttore: una utilitaria elettrica che nasceva con 300 km e oggi ne indica 270 a pieno carico ha un SOH di circa il 90%. Come regola pratica: sopra il 90% la batteria è in condizioni eccellenti; tra l'85% e il 90% è un valore buono e atteso su un'auto di qualche anno; sotto il 70% ci si avvicina alla soglia che quasi tutte le garanzie riconoscono come sostituibile, e l'autonomia reale comincia a farsi sentire nell'uso quotidiano. Molti operatori del settore indicano nelle EV di 3-4 anni con un SOH tra l'88% e il 92% il miglior punto di equilibrio tra prezzo, svalutazione già assorbita e vita utile residua della batteria, tipicamente altri 8-10 anni prima di avvicinarsi alla soglia critica.
Le abitudini di ricarica che allungano la vita della batteria
Chi vende un'usata può documentare, e chi compra può chiedere, alcune abitudini che secondo Kvdbil fanno la differenza: evitare di superare regolarmente l'80% in ricarica lenta salvo quando serve davvero tutta l'autonomia, non abusare della ricarica rapida in corrente continua, e non lasciare l'auto ferma a lungo con la batteria al 100% o vicino allo 0%. Sono accorgimenti semplici, che in un annuncio di vendita vale la pena citare esplicitamente: uno storico di ricarica prevalentemente lenta e moderata è un argomento di vendita concreto, spesso verificabile tramite l'app del costruttore o i report del concessionario.
Cosa cambia con il nuovo regolamento UE sulle batterie
Sul fronte normativo, il regolamento europeo sulle batterie (UE) 2023/1542 introdurrà entro il 2027 obblighi più stringenti su etichettatura, tracciabilità e dati di durata dichiarati dai costruttori, con l'obiettivo di rendere più trasparenti proprio i parametri di degrado che oggi restano spesso nascosti nei manuali tecnici. Per il mercato dell'usato italiano è una buona notizia a medio termine: più dati ufficiali e comparabili significano meno incertezza per chi compra una elettrica di seconda mano senza gli strumenti per verificarne la salute in autonomia.
Il takeaway per chi vende o compra oggi
I numeri del 2025-2026 raccontano una batteria molto più robusta di quella temuta fino a pochi anni fa: degrado medio sotto il 2% l'anno, otto batterie su dieci ancora sopra il 90% di capacità a fine garanzia, tassi di sostituzione ormai marginali sui modelli più recenti. Chi vende dovrebbe iniziare a includere il SOH nell'annuncio con la stessa naturalezza con cui si indica il chilometraggio; chi compra dovrebbe chiederlo prima di guardare qualunque altro dato tecnico. Il pregiudizio sulla batteria che si esaurisce in pochi anni è ormai smentito dai dati: quello che resta da fare è portarlo, finalmente, dentro le trattative reali.
Fonti
- Durata batterie: buone notizie per l'usato EV europeo — Vaielettrico
- Auto elettriche usate: l'80% mantiene oltre il 90% della capacità della batteria secondo uno studio — Motorionline
- Auto elettriche e ibride plug-in, la durata delle batterie è superiore alle attese: lo studio — Sky TG24
- Batterie auto elettriche: la classifica delle più longeve sorprende tutti — Auto.it
- EV Batteries Are Outlasting the Cars. The Data Tells You Which Used Ones to Trust — The Weekly Driver
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