Auto elettriche al 5,9% in Italia a luglio 2026: cosa cambia (davvero) per chi compra o vende usato
A luglio 2026 l'Europa ha sfiorato il 25% di quota elettrica, trainata da Skoda Elroq e Renault 5 E-Tech. L'Italia, appena finiti i fondi PNRR, e' crollata al 5,9%. Ecco perche' il divario tiene alti i prezzi dell'elettrico usato e cosa conviene fare ora.

Il numero che non torna: 25% in Europa, 5,9% in Italia
A luglio 2026 le immatricolazioni di auto nuove in Europa sono cresciute del 4,1%, portando il progresso da inizio anno al 5,7%. Dentro questo dato c'e' un dettaglio che pesa piu' di tutti gli altri: le auto 100% elettriche hanno sfiorato il 25% delle vendite nel mese, con circa 450.000 unita' immatricolate e una crescita del 33% sull'anno precedente [1][2]. Francia e Germania viaggiano rispettivamente intorno al 35% e a quasi il 30% di quota elettrica [3].
In Italia, nello stesso mese, le auto a batteria si sono fermate al 5,9% del mercato, con 7.368 immatricolazioni: in crescita del 24,9% sull'anno scorso, ma un quinto scarso della media europea [4][5]. Il mercato auto italiano nel complesso ha comunque tenuto, con un +3,9% a luglio [5].
Cosa e' successo davvero a fine giugno
Il crollo non e' un caso isolato: a giugno 2026 la quota elettrica italiana era al 10,1-10,2%, quasi il doppio di luglio [4][5]. Il motivo e' semplice e ha una data precisa: il 30 giugno il MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) ha chiuso l'erogazione dei fondi PNRR dedicati agli incentivi per l'acquisto di veicoli elettrici. Appena si sono esauriti gli sconti statali, migliaia di ordini che erano stati anticipati a giugno per non perdere il bonus sono semplicemente scomparsi dal mese successivo [5]. E' lo stesso schema visto piu' volte dal 2024 in poi: il mercato elettrico italiano non cresce ancora per attrazione propria, cresce a scatti quando c'e' un incentivo e si ferma quando l'incentivo finisce.
Chi vince in Europa, intanto
Mentre l'Italia frena, il resto d'Europa premia modelli precisi. La Skoda Elroq e' stata l'elettrica piu' venduta nel Vecchio Continente a luglio, con 10.015 unita' e un +15,3% sull'anno precedente; nel cumulato gennaio-luglio ha raggiunto 67.760 unita' (+59,2%), entrando nella top 30 assoluta di tutti i segmenti [6][7]. Sul podio del mese e' arrivata anche la Renault 5 E-Tech, con 8.334 unita' (+49,1% annuo) e 54.257 nel cumulato dei sette mesi (+36,7%) [6][7]. Sono due modelli di fascia B/C, con listini piu' accessibili rispetto alle elettriche premium: la conferma che, dove il mercato elettrico funziona, funziona perche' i prezzi si sono avvicinati a quelli di un'auto a benzina comparabile, non perche' gli incentivi la rendano artificialmente conveniente per un trimestre.
Perche' l'Italia resta indietro
Il prezzo resta l'ostacolo numero uno, ma non e' l'unico. Sul fronte delle infrastrutture, i numeri raccontano un paese che sta effettivamente recuperando terreno: al 30 giugno 2026 in Italia risultavano installati 84.564 punti di ricarica pubblici, con 6.311 nuovi punti installati solo nel secondo trimestre e oltre 17.000 negli ultimi dodici mesi. Piu' della meta' delle nuove installazioni (53%) e' di tipo veloce o ultra-veloce [8]. Detto questo, il rapporto tra veicoli elettrici circolanti e colonnine disponibili resta di 8-10 auto per punto di ricarica, ben lontano dall'obiettivo europeo di una colonnina ogni 10 veicoli in area urbana [8]. A questo si aggiunge un parco auto italiano tra i piu' vecchi d'Europa e un reddito medio disponibile per l'acquisto di un'auto nuova inferiore a quello di Francia e Germania: senza incentivo, il prezzo di listino di un'elettrica resta un ostacolo concreto per una fetta larga di famiglie.
Un dettaglio che spiega ancora meglio il divario
Vale la pena guardare anche cosa succede appena sopra e appena sotto l'elettrico puro. In Europa, a luglio, le ibride plug-in sono cresciute del 15% e le ibride tradizionali del 9%: segno che, dove il portafoglio non arriva ancora a un'elettrica pura, il mercato si sposta comunque verso un powertrain elettrificato piuttosto che tornare al diesel puro [1]. In Italia lo stesso spostamento si vede, ma parte da una base molto piu' bassa: le ibride (non plug-in) restano il vero traino delle immatricolazioni, mentre l'elettrico puro resta relegato a una nicchia legata quasi esclusivamente ai bonus statali e alle flotte aziendali, che hanno un accesso agli incentivi diverso da quello dei privati. E' un altro modo per dire che il mercato italiano dell'auto nuova non e' semplicemente in ritardo di qualche mese sull'Europa: sta seguendo una curva di adozione diversa, piu' lenta e piu' dipendente dalla leva fiscale, e questo si riflette con un ritardo di 2-3 anni anche su quanto usato elettrico sara' effettivamente disponibile sul mercato secondario.
L'effetto pratico sul mercato dell'usato
Per chi compra e vende auto usate in Italia, questo divario ha una conseguenza diretta e poco raccontata: finche' le immatricolazioni di elettriche nuove restano cosi' basse e cosi' irregolari, anche il parco di elettriche usate cresce piano e a scatti. Significa meno offerta di elettriche di seconda mano nei prossimi 2-3 anni rispetto a quanto si vedra' in Francia o Germania, e quindi prezzi dell'usato elettrico che restano relativamente sostenuti rispetto al deprezzamento piu' rapido che si osserva in mercati dove l'elettrico e' gia' maturo. Chi possiede oggi un'elettrica in buono stato, con batteria certificata e pochi anni di vita, si trova quindi in una posizione di forza quando decide di venderla: la domanda supera l'offerta, non il contrario.
Sul fronte opposto, per chi deve comprare o vendere un'auto a benzina, diesel o ibrida, il mercato resta quello piu' liquido e prevedibile: sono ancora oltre 9 immatricolazioni su 10 in Italia, e lo resteranno finche' il prezzo di ingresso dell'elettrico non scendera' in modo strutturale, senza bisogno di un bonus statale che si esaurisce in poche settimane.
Cosa conviene fare adesso
Chi sta valutando l'acquisto di un'elettrica usata non deve aspettarsi cali di prezzo imminenti solo perche' in Europa le vendite corrono: in Italia l'offerta di usato elettrico cresce piu' lentamente della domanda, quindi conviene concentrarsi sullo stato reale della batteria (report di degrado, garanzia residua) piuttosto che sperare in uno sconto legato ai volumi. Chi invece vende un'auto tradizionale non deve temere di restare fermo sul mercato: il grosso della domanda italiana, oggi e nei prossimi anni, continuera' a muoversi su benzina, diesel e ibride, semplicemente perche' e' li' che il rapporto tra prezzo e autonomia resta piu' equilibrato senza l'aiuto di Roma. Su VendiVoce, sia chi cerca un'elettrica di seconda mano affidabile sia chi vuole vendere un'auto tradizionale trova un mercato che riflette proprio questa doppia velocita' del settore.
Fonti / Further reading
Vedi elenco fonti in fondo all'articolo.
Fonti
- Le vendite di auto elettriche in Europa crescono sempre piu' in fretta — InsideEVs Italia
- Europe's EV Sales Explode, Now Making Up A Quarter Of New Cars — InsideEVs
- Auto elettriche oltre il 25% in Europa a luglio, Italia solo al 5,9% — Virgilio Motori
- Mercato auto Italia: +3,9% a luglio 2026, elettriche al 5,9% di quota — HDmotori.it
- Mercato auto luglio 2026: immatricolazioni a +3,9%, elettriche in caduta al 5,9% dopo lo stop agli incentivi — Auto361.it
- Le auto piu' vendute in Europa nel 2026 — L'Automobile ACI
- Ventes de voitures electriques en Europe: le Skoda Elroq a profite de la chute du Tesla Model Y en juillet — Automobile Propre
- Colonnine auto elettriche, la rete cresce in Italia: superati i 78 mila punti di ricarica — Motorbox
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